PrimaTrasfertaE finalmente venne il giorno della prima trasferta del Viola Club Abruzzo.

Qualcuno potrebbe pensare solo all’unico dato negativo: il risultato, ma non è stato così. Questa prima trasferta è stata, per tutti noi del Club, un’esperienza bellissima. La tensione è iniziata a salire già dalla sera prima.

 

Su facebook padroneggiava l’immagine dello striscione e tra di noi c’era chi stava preparando i panini, mentre altri, come me, preparavano le armi, ovvero maglie, sciarpe e cappelli. Tutti lavati e stirati, pronti per essere indossati l’indomani. Non nego che mentre li infilavo nello zaino, su ogni uno ho ricordato dove e come l’avevo avuto o comperato, tipo la mia prima trasferta, un regalo di un amico, della fidanzata.

Per noi tifosi viola, una maglia o una sciarpa, diventa un cimelio, viene indossata in occasioni particolari, ogni cosa ha un valore affettivo, che gli altri non possono capire.Molte volte rimangono chiusi nell’armadio per mesi, ma ci sono, restano li ad aspettare l’occasione buona per essere indossati.

Certo ora con il club le occasioni ce ne sono di più e questa prima trasferta era troppo speciale.

La mattina, alle ore 10,00 il primo incontro al Bar Settimo Cielo, caffè e presentazione con gli amici di viaggio.Si parla di probabili formazioni, assenze, chi gioca e chi non gioca. Stiamo entrando già nel clima partita. Seconda tappa a Montesilvano, dove sale il resto del gruppo.

Con molto piacere, noto che ci sono ragazzi, ragazze, bambini e persone anziane, e questo mi fa apprezzare ancora di più il nostro club, nel vedere cosa sono riusciti a fare.

Fatte le dovute presentazioni dai responsabili del club, fantastici, eravamo già tutti a parlare tra noi non solo di calcio, come vecchi amici. È impressionante come si socializza facilmente quando c’è una passione in comune, in questo caso la Fiorentina. Prima sosta Carsoli per il pranzo.

Momento molto importante, foto con il nuovo striscione, bellissimo.

Intanto la tensione continua a salire, si riparte con destinazione Firenze. Pochi minuti prima di arrivare, ci siamo preparati e ognuno di noi aveva qualcosa di viola addosso. Eravamo bellissimi.

Qualcuno aveva pensato di fare un salto in centro, ma arrivati allo stadio, verso le ore 18,00, ci ritroviamo praticamente in mezzo ad una festa, c’è già tantissima gente. Non potevamo immaginare che 3 ore prima della partita ci sarebbero state così tante persone.

La cosa ancora più bella è che quando ci chiedono da dove venivamo, appena sentono Abruzzo, ci trattano come degli eroi, per loro fare più di 6 ore di autobus per vedere la nostra Fiorentina è proprio “ganzo”, come dicono a Firenze.

Ritiriamo i biglietti e ci buttiamo in mezzo alle bancarelle che vendono i gadget viola. Ci sembra un sogno, stare in mezzo a tutto quel viola è straordinario. Facciamo un giro intorno allo stadio e alle 19,00 si aprono i cancelli, ci mettiamo in fila ed entriamo nel mitico Artemio Franchi.

Emozione unica. Anche mio padre, 67 anni, che nella vita ha visto di tutto, rimane a bocca aperta. Qualcuno potrebbe dire, ma cos’ha di speciale il Franchi? È piccolo, vecchio, antiquato, senza copertura, quindi non è niente a confronto con l’Olimpico o S. Siro, ma per noi tifosi viola non è così. Per noi quello è lo stadio dove ha giocato Superchi, De Sisti, Antognoni, Baggio, Batistuta, ecc. Quello è il nostro stadio.

La Fiesole comincia a riempirsi e a colorarsi. La nostra mitica curva è veramente fantastica.

Si avvicina l’inizio della partita e per calarmi del tutto nel clima fiorentino, metto l’auricolare per ascoltare Radio Blu e la radiocronaca del mitico David Guetta, che come promesso ci saluta indiretta.

Dal riscaldamento capiamo la formazione, non è il massimo, ma l’emozione è alle stelle, perché sta per iniziare la partita. Dai microfoni dello stadio incominciano le prime note del nostro inno di Narciso Parigi e da quel momento tutto lo stadio inizia a cantare. Non ho le parole per descrivere questo momento.

Sentire 40 mila persone che cantano tutti insieme è indescrivibile. Inizia la partita, senza dilungarmi nella cronaca, arriva il primo gol dell’Inter, la Fiorentina è stanca, sta giocando male e si vede che non è messa benissimo in campo. Fine primo tempo. Nell’intervallo ci godiamo il Franchi pieno, non ci muoviamo dal posto, ci vogliamo gustare tutti i minuti che trascorriamo all’interno dello stadio.

Inizia il secondo tempo, pochi minuti e Cuadrado pareggia, apoteosi. Ci abbracciamo tutti tra noi, anche con chi mi sta a fianco e non conosco. Bellissimo. Dopo arriva la doccia fredda del goal di Icardi, in fuorigioco, ma in quel momento non ce ne siamo neanche accorti. La Fiorentina accusa il colpo e la partita finisce, con l’unica nota positiva del rientro in campo di Gomez, tra l’altro molto bella l’accoglienza che lo stadio gli riserva.

Usciamo dallo stadio commentando la partita con altre persone. Risaliamo sull’autobus e negli occhi ho ancora le immagini della partita. Abbiamo perso, giocato male ma nonostante tutto non riesco ad essere triste. Tutte quelle emozioni che abbiamo provato, fanno andare in secondo piano il risultato. È stato tutto troppo bello, non possiamo rovinarcelo solo per una sconfitta. Il viaggio di rientro è tranquillo, visto l’orario molti dormono, arriviamo a Francavilla verso le 06,00.

Praticamente abbiamo passato quasi una giornata intera insieme. Arrivo a casa, mi metto a letto ma non riesco a prendere subito sonno. Davanti a me ci sono ancora le bandiere viola e il Franchi gremito, sono immagini che mi resteranno per tanto tempo impresse nella memoria.

La prima trasferta del Viola Club Abruzzo è stata veramente fantastica, penso che a nome di tutti posso dire “indimenticabile”.

Grazie Viola Club Abruzzo.

Massimiliano Di Ubaldo

Condividi
Joomla Templates by Joomla51.com